Le riflessioni che condividevo con voi nel numero scorso sono state, purtroppo, superate dai fatti. Gli ultimi eventi hanno squarciato anche l’ultimo velo di ipocrisia, mettendoci di fronte a una realtà cruda e innegabile.
In questo scenario, restano solo due vie d’uscita che, a mio avviso, si integrano e si sostengono a vicenda: una presa di coscienza collettiva del futuro distopico che si sta facendo presente, e un tuffo profondo dentro di noi per ricontattare la sorgente dell’Amore.
Solo questo movimento interiore ci permette di uscire dal sonno collettivo e di aprirci alla nostra natura più autentica. Squarciando i veli che nascondono la Verità del nostro Essere, possiamo finalmente percepire la vita reale che pulsa in noi e intorno a noi.
Spesso guardiamo alla “morte” come a un evento unico e spaventoso da evitare a ogni costo. Ma se la osserviamo sotto i riflettori della consapevolezza, essa si rivela per ciò che è realmente: un passaggio.
Tutti abbiamo avuto, almeno una volta, un assaggio di “Vita Vera”. Il nostro compito ora è trasformare quegli istanti nella nostra quotidianità. La serenità non è una meta lontana: è la nostra natura originaria, il nostro diritto di nascita.
Ti invito a consultare i primi eventi in programma; ogni incontro è pensato per muoverci insieme in questa direzione. Il primo appuntamento che ti segnalo è la serata di lunedì 19 gennaio, in cui celebreremo il passaggio di Osho verso un’altra dimensione.
Un caloroso abbraccio,
Satyam
Domenica 18 gennaio alle ore 11 si inaugura la mostra “Artisti no Pfas – una presa di coscienza” alla NUOVA GALLERIA CIVICA di Montecchio Maggiore (VI).
La mostra raccoglie le opere di 36 artisti uniti dalla comune volontà di innalzare un grido nei confronti dello stato di salute della terra.
I PFAS sono degli inquinanti eterni e invisibili, che si sono ormai espansi in tutto il pianeta, entrando silenziosamente nel suolo, nell’acqua e nei nostri stessi corpi.
L’arte, in questo contesto, smette di essere ornamento e diventa denuncia, urto e testimonianza.
In un momento in cui i media sembrano aver dimenticato la Palestina, lasciando intendere una tregua che non esiste, è necessario dare voce alla realtà: bombardamenti e uccisioni ai danni dei civili continuano quotidianamente.
Giovedì 22 gennaio, torna a Treviso il coraggioso regista palestinese Mohammed Alatar. Arriverà direttamente dalla Cisgiordania occupata, dove sta girando il suo nuovo documentario sotto l’assedio dell’esercito.
Molti ricordano la sala gremita del Cinema Edera la scorsa estate; la chiarezza, la sagacia e l’onestà di Alatar hanno lasciato un segno profondo in tutti i presenti. Mohammed ci aggiornerà sulla situazione attuale, portando una verità che raramente trova spazio nei canali ufficiali.
Osho lunedì 19 gennaio
Ciclo di meditazioni
Domeniche di Self-Inquiry